Autore: princivallem_v1sf2z95

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Questo è un h2. Utilizziamo gli h2 per la titolazione dei paragrafi

Questo è un paragrafo di testo. Qui troverete un po’ di tutto. Ad esempio, una fiaba come: “C’era una volta una capra che aveva sette caprettini, a cui voleva bene come se fossero i suoi bimbi. Un giorno, la vecchia capra andò nel bosco a cercare qualcosa da mangiare. Prima, però, chiamò i sette capretti e disse loro: “Piccoli miei, la mamma deve andare nel bosco; voi, però, state a casa e fate attenzione al lupo. Quel furfante proverà a travestirsi e ad ingannarvi, ma potete riconoscerlo senza problemi: ha delle enormi zampe nere e la voce rauca”. I capretti promisero che avrebbero fatto attenzione e la mamma uscì.
Ed ecco che arrivò il lupo: bussò alla porta dicendo: “Aprite piccoli cari; è tornata la vostra mamma e vi ha portato tanti bei regali”. Ma i capretti, riconobbero il lupo dalla sua voce rauca. “Tu sei il lupo” gli dissero “e noi non ti apriremo”.

Immagini

Questa è un’immagine. Cerchiamo di ottimizzare le immagini a monte, riducendo le dimensioni e comprimendole.

Questo è un h3. Gli h3 suddividono i paragrafi in unità più piccole.

Ad esempio: “Il lupo, andò in una bottega e comprò un sacco di gesso; lo mangiò e così la sua voce divenne dolce. Poi tornò dai capretti: “Aprite piccoli cari; è tornata la vostra mamma”. Ma anche se la voce era dolce, i capretti videro una delle enormi zampe nere del lupo e non gli aprirono.  Allora, il lupo andò da un panettiere e lo costrinse a coprirgli le zampe con pasta e farina. Poi tornò dai capretti: “Aprite piccoli cari; è tornata la vostra mamma” disse loro, per la terza volta”.

Liste

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  2. Liste
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“Charlie Brown: Pensi mai al futuro, Linus?
Linus: Oh, sì… Sempre.
Charlie Brown: Come pensi che vorresti essere da grande?
Linus: Vergognosamente felice!”

Charles M. Schultz

Lunghezza degli articoli

Un articolo di portale bambini solitamente è lungo tra 300 e 500 parole. Raramente superiamo le 700 e ancor più raramente le 1000.

Testi per schede di geografia

In questa sezione potete trovare i materiali per l’insegnamento della geografia nella classe terza della scuola primaria. Li abbiamo progettati a partire dagli obiettivi di apprendimento previsti dal MIUR; per ciascun argomento trattato abbiamo realizzato quiz interattivi, presentazioni, laboratori e schede stampabili.

Geografia per la classe terza

Gli elementi geografici

Obiettivi di apprendimento

Le Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo fissano questi obiettivi di apprendimento per il ciclo primario:

L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali. Utilizza il linguaggio della geo-graficità per interpretare carte geografiche e globo terrestre, realizzare semplici schizzi cartografici e carte tematiche, progettare percorsi e itinerari di viaggio. Ricava informazioni geografiche da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari, tecnologie digitali, fotografiche, artistico-letterarie). Riconosce e denomina i principali «oggetti» geografici fisici (fiumi, monti, pianure, coste, colline, laghi, mari, oceani, ecc.). Individua i caratteri che connotano i paesaggi (di montagna, collina, pianura, vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani, e individua analogie e differenze con i principali paesaggi europei e di altri continenti. Coglie nei paesaggi mondiali della storia le progressive trasformazioni operate dall’uomo sul paesaggio naturale. Si rende conto che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza.

 

In questa sezione potete trovare i materiali per l’insegnamento della geografia nella classe quarta della scuola primaria. Li abbiamo progettati a partire dagli obiettivi di apprendimento previsti dal MIUR; per ciascun argomento trattato abbiamo realizzato quiz interattivi, presentazioni, laboratori e schede stampabili.

Geografia per la classe quarta

  1.  Il settore primario
  2.  Il settore secondario
  3.  Il settore terziario
  4. Il clima
  5. La savana
  6. Flora e fauna della savana
  7. L’Equatore
  8. Meridiani e paralleli
  9. Le Alpi 
  10. Gli Appennini
  11. La Pianura Padana
  12. Il fiume Po

Obiettivi di apprendimento

Le Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo fissano questi obiettivi di apprendimento per il ciclo primario:

L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali. Utilizza il linguaggio della geograficità per interpretare carte geografiche e globo terrestre, realizzare semplici schizzi cartografici e carte tematiche, progettare percorsi e itinerari di viaggio. Ricava informazioni geografiche da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari, tecnologie digitali, fotografiche, artistico-letterarie). Riconosce e denomina i principali «oggetti» geografici fisici (fiumi, monti, pianure, coste, colline, laghi, mari, oceani, ecc.). Individua i caratteri che connotano i paesaggi (di montagna, collina, pianura, vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a quelli italiani, e individua analogie e differenze con i principali paesaggi europei e di altri continenti. Coglie nei paesaggi mondiali della storia le progressive trasformazioni operate dall’uomo sul paesaggio naturale. Si rende conto che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza.

In questa sezione potete trovare i materiali per l’insegnamento delle scienze nella classe terza della scuola primaria. Li abbiamo progettati a partire dagli obiettivi di apprendimento previsti dal MIUR; per ciascun argomento trattato abbiamo realizzato quiz interattivi, presentazioni, laboratori e schede stampabili.

Scienze per la classe terza

Obiettivi di apprendimento

Le Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo fissano questi obiettivi di apprendimento per il ciclo primario:

L’alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. Esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l’aiuto dell’insegnante, dei compagni, in modo autonomo, osserva e descrive lo svolgersi dei fatti, formula domande, anche sulla base di ipotesi personali, propone e realizza semplici esperimenti. Individua nei fenomeni somiglianze e differenze, fa misurazioni, registra dati significativi, identifica relazioni spazio/temporali. Individua aspetti quantitativi e qualitativi nei fenomeni, produce rappresentazioni grafiche e schemi di livello adeguato, elabora semplici modelli. Riconosce le principali caratteristiche e i modi di vivere di organismi animali e vegetali. Ha consapevolezza della struttura e dello sviluppo del proprio corpo, nei suoi diversi organi e apparati, ne riconosce e descrive il funzionamento, utilizzando modelli intuitivi ed ha cura della sua salute. Ha atteggiamenti di cura verso l’ambiente scolastico che condivide con gli altri; rispetta e apprezza il valore dell’ambiente sociale e naturale. Espone in forma chiara ciò che ha sperimentato, utilizzando un linguaggio appropriato. Trova da varie fonti (libri, internet, discorsi degli adulti, ecc.) informazioni e spiegazioni sui problemi che lo interessano.

L’abete, l’autunno e la fata Lunilda (parte seconda)

Parte seconda (Leggete qui la parte prima)

Dopo che la fata si fu allontanata, il capriolo fece capolino dalle fronde di un ginepro.
“Non bere quella pozione: non m’intendo di foglie, ma so riconoscere un inganno quando lo vedo. Lunilda è una fata beffarda e capricciosa”.
“Le fate della Luna non mentono mai!” sibilò l’abete, infuriato.
“Quello che dici è vero”, sospirò il capriolo, “ma spesso la verità è più letale delle bugie. Lunilda ha detto che le tue foglie cambieranno colore e che dopo cadrai addormentato per sempre. E se volesse avvelenarti?”.
“So ciò che ha detto” protestò l’abete.
“Fa’ come credi. La tua vita è tua soltanto”.

Mentre si allontanava, il capriolo ripensò alle sue parole.
“Non posso abbandonare quell’abete”, si disse, “Non devo; non potrei mai perdonarmelo, se dovesse capitargli qualcosa di male. È così giovane e ingenuo: anche io, quand’ero un cucciolo, avrei commesso gli stessi errori. Devo aiutarlo, come farei per uno dei miei cuccioli”.
Ma certo! So cosa potrei fare per lui”.

Il capriolo si incamminò sul sentiero che scendeva ai piedi della montagna; era coperto di sassi, che scintillavano sotto la Luna. Mentre zampettava di buona lena, il capriolo s’imbatté nella fata Lunilda: stava tornando dal giovane abete. Passando accanto a lui, la fata gli rivolse un sorriso inquietante.
“Quell’albero testardo non ti ha ascoltato, non è vero?” chiese melliflua. Il capriolo scosse la testa.
“Eppure, è così semplice: soltanto un veleno mortale può rendere gialle le foglie di un sempreverde; Prima di ucciderlo, naturalmente. Ahahah”.
La fata passò oltre, ridacchiando.

“È come pensavo. Non c’è più tempo!” sospirò il capriolo, poi prese la rincorsa e si buttò a perdifiato nel sottobosco: doveva correre se voleva arrivare in tempo.
Nel frattempo il giovane abete stava aspettando impaziente il ritorno della fata: non potete immaginare la sua gioia quando riuscì a vederla in lontananza.
“Eccomi, sono tornata” gli disse Lunilda con un piccolo inchino. Il suo faccino, bianco come il latte, scintillava sotto i raggi lunari.
“Sei davvero sicuro di voler concludere il nostro accordo?”

“Sì, sono sicuro. Dai, facciamo in fretta”.
“Quanta premura! Sono le regole: prima di offrire un incantesimo a qualcuno devo essere sicura che lo voglia davvero. Se le fate più anziane, che ci sorvegliano dalla Luna, scoprissero che ho infranto le regole, passerei dei bei guai. Quante noie, povere noi fate”.
Il vento d’autunno passò attraverso i rami dell’abete.
“Comunque è fatta, non temere”.
Lunilda prese la sua fiala di cristallo e la agitò per bene. L’abete si accorse di un’etichetta, che pendeva dalla fiala. Per un attimo fu preso dalla curiosità di sapere cosa avrebbero bevuto le sue radici, ma scacciò quei pensieri dalla testa.

La fata stava per aprire il sigillo quando fu interrotta da un grido: “Fermati! Lunilda ti vuole uccidere, testone di un’abete. Aspetta che io arrivi lassù”.
Era il capriolo, che correva a perdifiato lungo il sentiero, diretto verso di loro. Portava qualcosa sulle spalle, ma era troppo distante e l’abete non riuscì a capire di cosa si trattasse.
“Perché aspettare”, intervenne Lunilda, “lui ha già preso la sua decisione, non intrometterti nei nostri affari”.

Il capriolo accelerò la sua corsa e, per paura di non arrivare in tempo, spiccò un salto poderoso, per raggiungere la radura in cui si trovavano l’abete e la fata.
Quando arrivò ai piedi dell’albero aveva le zampe coperte di graffi ed era senza fiato.
“La pozione di Lunilda è un veleno mortale. Chiedile di mostrarti l’etichetta. Ma anch’io ho una soluzione per te: sono andato ai piedi della montagna e ho raccolto tutte le foglie che ho trovato; ce ne sono di rosse, di gialle e arancioni. Domattina chiederemo agli scoiattoli di appenderle sui tuoi aghi e così anche tu potrai festeggiare come gli altri alberi”.

Questa volta l’abete fu convinto: l’inganno di Lunilda fu svelato e lui rifiutò la sua pozione mortale. Il piano del capriolo si rivelò un successo e dal giorno dopo, anche il sempreverde si unì alla festa degli alberi che perdevano le foglie; ogni giorno, il vento portava via qualcuna delle sue foglie colorate e quando arrivò l’inverno, l’abete tornò alla sua forma. Gli altri alberi, invece, rimasero spogli e si addormentarono, pronti a rinascere con la nuova stagione.

Laboratorio sui diritti

La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini si celebra il 20 novembre di ogni anno. La data scelta coincide con il giorno cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989.

Vi proponiamo di seguito un laboratorio pedagogico, da sperimentare a casa o in classe, nato da un’idea della pedagogista Marta Tropeano. La scheda propone di riflettere sui diritti dei bambini e di esplicitarli, magari mettendo in risalto quelli su cui vorremmo ci fosse maggiore attenzione.

Questa scheda si accompagna alla filastrocca “Un diritto bambino”, che potete leggere e stampare in questa pagina.

Link: stampa la scheda

Giochi

Selezionate dai menu qui sotto la materia e la classe per visualizzare tutte le schede didattiche e le risorse multimediali disponibili.

Filastrocche

Feste

1. Natale
2. Carnevale
3. Pasqua
4. Halloween

Famiglia

1. Festa della mamma
2. Festa del papà
3. Festa dei nonni
4. Festa della donna

Natura

1. Alberi
2. Fiori
3. Animali
4. Acqua
5. Neve

I grandi autori

1. Gianni Rodari
2. Bruno Tognolini
3. Roberto Piumini
4. Germana Bruno
5. Lina Schwarz

Temi

1. Amicizia
2. Libertà
3. Pace
4. Memoria
5. Diritti